Nina

Senza casa e poi neppure
un padre ed i fratelli
senza un amore e senza cure
di mia madre, senza modelli

vivo di niente e vivo eppure
senza denaro e né gioielli
senza preghiere che sicure
portano al cielo e a suoi cancelli

ma ho la vita
le gambe e la schiena
e respiro

e non è finita
anzi comincia appena
quando l’ammiro

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Jade

Come l’autunno qui fuori le mura
chiude le palpebre e tace
vedo io la dolce sfioritura
degli anni e ancor di più mi piace

questo silenzio e la mite sepoltura
della natura che fu audace
sotto la nebbia che non dura
eppure dona pace

Così l’incedere confonde
degli anni le tue membra stanche
le chiome non più bionde

e non ancora bianche
il fascino delle tue forme tonde
il ritmo che fu delle tue anche

Aliye

Quando una tasca con le fragole
ordino, la panettiera
dolce con bella maniera
la porge in fondo alle due tavole

ed io che sento come nelle favole
quella lieve e passeggera
cordialità sincera
giunger come al vento nuvole

lasciansi trasportare lievi
domani un altro giorno
altri pensieri

oggi però tu mi sollevi
felice prima o poi ritorno
tu sei domani, oggi, ieri

Sophie

Sophie mi dice attento
per quanto di sbagliato
la morale è il procedimento
non certo il risultato

e fermo in un momento
tutto il mio passato
da giovane in fermento
e quindi poi più a lato

del corso della storia
Ritorni nei miei sogni
novella e fresca e forte

non sporchi la memoria
d’impudicizia e d’ogni
sentore della morte

Sonja

Non è lo sguardo chiaro
dell’occhio tuo felino
eppure il capo inchino
al riso tuo corsaro

la luce tua di faro
del tronco nel bacino
e muovi a me vicino
degli arti un ritmo raro

misuri e poi ti curi
dei limiti del pezzo
mi giuri e mi assicuri

con ogni metro e mezzo
che puri e duraturi
non durano all’attrezzo

Elina

Quanto guardandoti somiglia
il tuo destino al mio e sono affranto
telefoni puntuale alla tua figlia
non come amarla sai, amarla tanto

scorre quasi si estingue la famiglia
dentro timide gocce il nostro pianto
una tristezza forte ci aggroviglia
languido a volte puro, dolce canto

chiedimi per favore un po’ d’aiuto
lascia che mi consoli prendere parte
e invece tu mi lasci solo e muto

non mischieremo noi le nostre carte
sciocco pur con riguardo aver creduto
sciocco credere vera una qualche arte

Julia

Soltanto te domani
aspetto
tremano le mani
rispetto

sorrisi ormai lontani
non detto
timori alquanto strani
fioretto

così verso le tre
la voce tua che unica
mi pare e tutto muove

ascolto io, la musica
conosco ed il perché
ma con parole nuove

Regina

Questo buio lento ed improvviso
come sonno è sceso a terra
come verbo che ha diviso
come lacrima di guerra

come neve che ha ucciso
la ragione non afferra
la ragazza non ha viso
la slavina che sotterra

eppure io conosco il nome
conosco i tratti a memoria
per averli immaginati

nel volto e nelle chiome
oh, tristissima tua storia
dagli occhi lucidati

Marzia

Agosto alquanto strano
un pomeriggio calmo
e tu mi porgi il palmo
gentile della mano

e reciti pian piano
di qualche antico salmo
il ritmo e il cuore almo
mi rendi col tuo brano

Nell’amaranto bacio
soltanto differito
c’è come un bianco velo

il mio rimar mendacio
io volgo all’infinito
azzurro e bianco cielo

Michaela

Michaela cominciamo la partita?
Niente da fare ride di noi
con l’aria ancor più divertita
siete dei poveretti voi

e ride rilancia con una pepita
e cosa ci giochiamo noi
se non quest’unica pezzente vita?
lei ci imbarazza e poi

gioca la carta che prende tutto
ci dice “io credo vero Dio
niente c’è di più immenso”

e cosa dire? penso
innammorato, sciocco io
da tanta vanità distrutto