Magdalena

Son dietro il bar, la noia, poca lena
quando come d’incanto
cambia d’un tratto rapida la scena
entri con la tua amica intanto

ti chiedo il nome Magdalena
e godo il tuo sorriso alquanto
sibillino e la mia oscena
curiosità di cui non faccio vanto

ma guardo timido la schiena
il busto che frattanto
si porge eretto e fiero

la vita che altalena
la veste se soltanto
sapessi il mio pensiero

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Matilde

Io so di un dolce fior che la Natura
sorda al grido di pietà
cieca, purtroppo non si cura
di quel che toglie e quel che dà

eppure questo fior perdura
cresce ed ancora crescerà
pianta diventerà matura
viaggio sopr’ogni età

Matilde ovunque porti
il tuo destino a pascolare
timido, lontano eppur vicino

lasciati immaginare
sei fuoco di camino
fervido e famigliare

Daiva

Le nostre strade davvero assai lontane
ma ci vediam dopo le tre
al Glockenspiel Kafé
ci raccontiam le vite, strane

immagini lituane
racconti un po’ di te
e ascolti tu di me
le mie chimere vane

davvero originale
per non parlar degli occhi
tuoi color nocciola

un fascino ancestrale
quasi che trabocchi
ben oltre la parola

Linda

Sono venuto a trovarti
Sono venuto al locale
in questo giorno di sole
soltanto per incontrarti

e salgo le brevi scale
ed invertiamo le parti
tu servi e io ad osservarti
lo sguardo dietro all’occhiale

eppure sono sicuro
finito avrò di pagare
ti chiederò me lo giuro

se sei in città per studiare
quale sarà il tuo futuro
tu dove andrai a parare

Lola

Sei sola
Nel tuo gesto
Nessuno tanto onesto
Nessuno ti consola

Ho fatto bene, Lola
A vivere ma presto
Ripenso al brusco arresto
E manca la parola

Non c’è preghiera alcuna
Che limiti il dolore
Ringrazio la fortuna

Di questo batticuore
Di questa piena luna
È del suo bel chiarore.

Se fossi mai

Se fossi mai cultore
quassù dal quarto piano
del fascio e del littore
ch’antico fu italiano

potrei passare ore
nei luoghi invero invano
cercare le dimore
del popolo hitleriano

ma volano d’un tratto
le rondini in rotondo
qui sopra la mia testa

sicché mi son distratto
perché pur anche questa
è una porzion di mondo

Nina

Senza casa e poi neppure
un padre ed i fratelli
senza un amore e senza cure
di mia madre, senza modelli

vivo di niente e vivo eppure
senza denaro e né gioielli
senza preghiere che sicure
portano al cielo e a suoi cancelli

ma ho la vita
le gambe e la schiena
e respiro

e non è finita
anzi comincia appena
quando l’ammiro

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Jade

Come l’autunno qui fuori le mura
chiude le palpebre e tace
vedo io la dolce sfioritura
degli anni e ancor di più mi piace

questo silenzio e la mite sepoltura
della natura che fu audace
sotto la nebbia che non dura
eppure dona pace

Così l’incedere confonde
degli anni le tue membra stanche
le chiome non più bionde

e non ancora bianche
il fascino delle tue forme tonde
il ritmo che fu delle tue anche

Aliye

Quando una tasca con le fragole
ordino, la panettiera
dolce con bella maniera
la porge in fondo alle due tavole

ed io che sento come nelle favole
quella lieve e passeggera
cordialità sincera
giunger come al vento nuvole

lasciansi trasportare lievi
domani un altro giorno
altri pensieri

oggi però tu mi sollevi
felice prima o poi ritorno
tu sei domani, oggi, ieri