Sandra

Cugina gaia navigata
nel mare quotidiano
sovente vesti una risata
un riso puritano

e come capo di cordata
tendi la mano,
ben presto dedicata
ad altro brano

la musica ti scorre in fretta
fra le dita
come intenzione

saetta
senza esitazione
è già partita

Caroline

Finiva il film la sala piena
e tu presente quanto
ti sono grato vedo la scena
del funerale e tutto è pianto

che io trattengo appena
tanto mi commuove tanto
mi ricorda l’altalena
della mia prova oscena

ma tu sei fresca e sincera
perfino premurosa
la tua figura è vera

modesta eppur famosa
ti giunga questa sera
la rima mia affettuosa

 

 

Lisa

Oggi ho scoperto c’è un germoglio
nel fondo del mio cuore
diventerà mai fiore?
e piove in petto orgoglio

sono, non sono, voglio
sento come un tremore
per le virtù canore
di Lisa nelle note sfoglio

e come dolce umidità
bagnan le tue parole
la lunga aridità

di tanto sole
fresche novità
vivaci aiuole

Antje

Antje reclama bella la lezione
somma tradizional, compiuta
docente la mattina poi perduta
la sera ascolta una canzone

in italiano fervida emozione
che per la verità è piaciuta
ma questa cara donna fiuta
il dubbio nella mia intenzione

eppure quel suo piglio
mi lusinga
un fior di giglio

la tua faccia casalinga
severo il sopracciglio
eppure dolce nell’arringa

Meggy

Questo per altro mite
inverno bavarese
non ha pretese
di neve e ghiaccio dite

mentre le nostre vite
scorrono fra gaie intese
belle sorprese
le tue belle stupite

pupille azzurro chiaro
sotto i capelli fini
biondi molto attraenti

come bianchi i denti
dal sorriso raro
stagliano i canini

Meggie

Quante le volte quante?
son da voi tornato
amici del mio ristorante
che tanto mi hanno amato

e poco fa durante
la torta al festeggiato
una ragazza folgorante
bionda, carina al mio lato

mi dice in italiano
bevuta alquanto
che vuole un altro vino

si mette a me vicino
e parla piano piano
io e lei accanto

Anette

Qualcosa par ci lega, strano
perché quando ti vedo Anette
il tuo sorriso mi promette
il garbo di lontano

parente, il tuo castano
capello, le dilette
tue guance e le fossette
gentile la tua mano

quasi mi commuove
la fresca tua eleganza
nel cuore piano piove

malinconia e speranza
le corde vecchie e nuove
di una propizia danza

A luna piena

Dormi nella tua stanza quotidiana
a me lontana
dormi la notte buia eppur serena
a luna piena

a mezzo la settimana
par cosa strana
struggere stemperarsi in una pena
tanto terrena

soli l’oscurità par cosa vana
piangere versi come da una fontana
meglio tastare dove come altalena
la notte mena

a luna piena.

Jeva

Sono nella biblioteca centrale
di Monaco, ascolto Paolo Conte
l’incontro è quanto mai casuale
ti siedi qui di fronte

posi la giacca e vedo la dorsale
e sei all’orizzonte
una beltà fatale
le tue fattezze pronte

all’occhio mio curioso
la chioma che castana
ramato finto biondo

discende sulla schiena
e termina sul tondo
sedere delizioso

Benni

Il tuo nome è Bernadette
bionda nemmeno dieci anni
lasci non senza danni
sorella e mamma predilette

la gente guardando te riflette
quanto la vita inganni
piena invero è d’affanni
ed il diman poco promette

ma una regista arguta
lacrime dispensa
quando del film la pellicola

spiega la vita perduta
eppure intensa
il dramma che non svicola