Carissimo Marco tu ora dormi.
E sogni.
Il sogno e la veglia non sono molto diversi.
Così pensa Schopenhauer e si aiuta con citazioni importanti tra cui Shakespeare: “noi siamo della stessa materia di cui sono fatti i sogni e la nostra breve vita è circondata da un sogno”.

Ti ricordi quel che ho scritto prima a proposito di Hegel?
Dell’idealismo?
Il mondo esiste ugualmente se nessuno lo percepisce?

Ebbene il filosofo di oggi era molto adirato contro Hegel.
Non lo sopportava, lo definiva un ciarlatano.

Però aveva qualcosa in comune con lui.

Credeva infatti che il mondo fosse fenomeno, Oggetto.
Ma che non ci fosse una visione oggettiva del mondo ma solo tanti diversi modi di vedere questo oggetto.

Il mondo come rappresentazione.

Tu vedi il telefono. Il telefono suona. A mamma e papà viene subito in mente di rispondere e vedere chi ha chiamato.

Tu invece sei attratto dalla luce del display e lo vuoi portare alla bocca.

Il telefono è un Oggetto, un fenomeno. Ma ognuno di noi si crea una rappresentazione soggettiva di quel telefono.

Ognuno tende con un eros diverso verso quell’oggetto.

Ecco il titolo del libro più importante di Schopenhauer: “Il mondo come Volontà e come Rappresentazione”

E cosa c’entra la volontà?

C’entra eccome!

Noi siamo prima di tutto dei corpi.
Io lo vedo tutti i giorni il tuo corpicino.
Ti muovi, ti giri e senti il caldo e il freddo, il piacere e il dolore.
Non sei solo Soggetto pensante e che conosce. Sei anche corpo.

Brami vivere e hai l’istinto all’ autoconservazione, nelle parole del filosofo.

In una parola sei Volontà.

La Volontà è quello che oltrepassa il fenomeno, ciò che appare.

Tutto l’universo è dominato da un impulso che crea e distrugge e gli uomini in quanto corpi, ovvero fenomeni, sono anch’essi volontà.

La volontà è bisogno e dolore.

Pensaci bene Marco. Ora non ne hai idea ma presto ti accorgerai che hai molti bisogni.
Mangiare, vestirti, dormire al caldo.

E ti renderai conto di essere dipendente. Di volere.

E come liberarsi da tutto ciò?

Con l’arte e con l’ascesi.
L’arte ci fa puri soggetti contemplatori.
L’ascesi ci strappa dal legame con il corpo, con il fenomeno.

Certo mi dirai tu: Schopenhauer aveva ereditato una fortuna dal padre commerciante e predicava la povertà non avendola mai sofferta… ma allora pensi che la struttura economica determini la sovrastruttura?

Ma questo è un altro discorso…

La mamma dorme anche lei e presto veniamo anche noi da te. Che bello sarà sognare tutti e tre.

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