Elisabeth è polacca. Vive ormai da molti anni qui a Monaco e ha assistito al tuo parto che non è stato facilissimo.

È stata la tua ostetrica e ha aiutato molto la mamma per la tua nascita (e il tuo papà).
La mamma è stata male e ha perso molto sangue, il parto è durato piuttosto a lungo ma alla fine sei nato tu.

Io e la mamma eravamo dal mattino in sala parto. E tu sei nato alle 18.21.

Poi abbiamo pianto. Tu no! Ma noi abbiamo pianto.

Caro Marco eri bello! Lo sei ancora.

Ma non è questo il problema.

L’arte di aiutare nel parto si chiama maieutica.
Come capirai facilmente è un mestiere molto antico, antico quanto il mondo.

Un filosofo greco di 2500 anni fa dialogava nella piazza di Atene chiamata Agorà dove si riunivano tanti anni fa gli abitanti della città e partecipavano a riti religiosi, per commerciare e per discutere la politica da perseguire.

La democrazia sembra sia nata proprio qui.
Cos’è la democrazia? È il governo del popolo che si riunisce e nelle piccole città greche chiamate Polis tutto ciò era possibile.

Non che si riunissero tutti tutti i cittadini.
Una parte. Ma le decisioni venivano prese collettivamente.

Oggi vivi in Germania che è una democrazia e fa parte dell’Unione Europea dove però è tutto molto diverso. Lo vedrai tu stesso.

Ma ritorniamo a Socrate.

Il governo chiamato democratico conservatore che voleva riportare Atene allo splendore dell’età di un famoso oratore e politico chiamato Pericle condannò Socrate.

Socrate morì bevendo la cicuta a seguito della condanna.

Ma perché fu accusato?

Lui si paragonava ad un tafano (che è una specie di mosca che punge) che teneva sveglia la città sonnacchiosa con le sue punture.

E quali erano le sue punture?

Erano dialoghi che teneva nella piazza della città o durante dei banchetti.
È considerato il primo filosofo che facevo uso critico del dialogo.

Domandava e poi rispondeva.
Replicava e contraddiceva.

Proprio come farai tu fra qualche anno.

Usava la ragione e la parola per cercare di raggiungere una qualche verità.

Partiva da una convinzione: io so di non sapere.
Aveva a cuore i giovani ateniesi e voleva istruirli con argomentazioni.
Non amava coloro che si credevano sapienti.

Non lo trovi interessante?
Ti ricordi cosa ti dissi di Locke? Che si affidava all’esperienza e alla ragione?
I coltellini non li puoi prendere in mano. Non ora.

Ma fra qualche anno comincerai ad usarli e ti renderai conto che mamma e papà ti vietavano di prenderli per non farti del male.
Ma magari chissà diventerai macellaio. E allora userai tutto il giorno i coltelli.

Capirai da solo il perché di questo divieto.
Ma fra qualche tempo credo che vorrai discutere con mamma e papà.
Il dialogo sarà il nostro modo di ragionare.
Così almeno mi auguro.

Quel che papà scrive ora non è altro che un dialogo immaginario.

Non hai voglia di dialogare?
Vuoi solo una canzoncina?

La musica ti pare più interessante?
Credi forse che la musica (come diceva Schopenhauer) serve a liberarsi del corpo ben più del dialogo?

Ma allora vuoi dirmi che la musica parla a tutte le donne e a tutti gli uomini, che è universale?

Ma questo è un altro discorso.

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