Ecco che ti racconto un’altra storiella.

Comincia con S.Anselmo d’Aosta.

Dov’è Aosta? È vicino alle Alpi poco lontano da dove vivono i nonni, attaccata al Casinò di Saint-Vincent dove la gente scommette soldi alla roulette.

E come fa a papà a sapere del casinò?

Questo te lo racconto quando sarai più grande… ma sappi che papà era kantiano, fondava il gioco sui limiti del portafogli!

S.Anselmo era partito dalla logica per dimostrare l’esistenza di Dio.
“Dio è l’essere di cui non si può pensare il maggiore” diceva.
E siccome è così definito deve anche esistere altrimenti mancherebbe di una qualità, l’esistenza.
E esisterebbe allora un essere superiore a Dio perché oltre tutte le qualitá avrebbe anche quella dell’esistenza.

Un po’ fumoso?

Questa è la logica anzi la prova ontologica.

Gaunilone però ragionava diversamente. Scrisse una risposta “In difesa dello stolto” perché non gli sembrava funzionare il ragionamento.

Non tutto quel che viene pensato esiste.

Se io penso un’isola perfetta non per ciò deve esistere in qualche luogo sulla terra.

Ti ricordi Hegel?

I filosofi sono dei gran chiacchieroni e credono a delle cose strane.

Gaunilone prendeva la difesa dello stolto che non credeva al Dio della dimostrazione di S.Anselmo.

Ma si può prendere carta e penna e dimostrare l’esistenza di Dio?

Stai per andare a dormire ma mi hai dato una carezza inavvertitamente.

È stato un bel regalo in questa lunga giornata di lavoro.

Allora ti ha convinto la dimostrazione di Dio fatta da S.Anselmo?

Tu preferisci celebrare l’esistenza portandola alla bocca?
Sei nella fase orale?

Ma questo è un altro discorso

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