Caro Marco,

sono quasi passate le otto e stai andando a dormire.
Il canale 3 Sat sta trasmettendo uno speciale su Jimi Hendrix che è morto pochi mesi dopo la mia nascita ovvero nel settembre del 1970.

E cosa faceva Jimi Hendrix?
Musica
E cos’è la musica?
È un’arte e lui era un artista.

E cosa facevano lui e Bob Dylan o Bob Marley che ho visto in televisione.

Cantavano una canzone intitolata “Like a Rolling Stone”.
Qualcuno dice che è poesia.
Cos’è la poesia?

Ti racconto qualcosa: nell’Iliade che è un poema si dice che i troiani guardano sgomenti il campo di battaglia e si chiedono perché sia mai dovuto accadere tanta carneficina.
“Perché non mancasse materia al canto”.

Sembra molto triste che la poesia nasca dal dolore e che questo ne sia la sua ispirazione.
In realtà il mio professore di tanti anni fa spiega che la poesia rende conto del dolore e che senza di questa la vita sarebbe arida.

E l’arte tutta intera è particolare e aspira all’universalità.
Ti sembra un capriccio?

Pensa ad un quadro: ad esempio il “Povero poeta” di Carl Spitzweg di cui papà ha scritto in un’email qualche tempo fa.
Noi abbiamo una cartolina di quel quadro e il povero poeta tiene, disteso su un materasso con cuscini nell’angolo di una soffitta alquanto scarna e poco illuminata da una finestra laterale, tra le dita una pulce che si appresta a schiacciare.

I particolari del quadro come ad esempio il disordine nella stanza, la pulce fra le dita, le pagine di libri usate per accendere la stufa… rivelano sentimenti universali come la tristezza e la malinconia della vita, la condizione di povertà dell’intellettuale, la solitudine del poeta.

Insomma l’arte vorrebbe partendo da un particolare giungere a qualcosa di universale.
Questa è l’esperienza estetica.

Non è propriamente un’esperienza consocitiva ma tende all’universalità (che è propria dei concetti).

E poi chi è in estasi di fronte ad un’opera d’arte vorrebbe rendere partecipe qualcuno di tanta bellezza.

Un po’ come quando ti guardavo gattonare. Rotolavi poi ti alzavi e ricadevi.
Tutto questo è un particolare che molte mamme e molti papà conoscono bene.
Eppure viene voglia di condividere la bellezza estetica di questi attimi.

Per questo papà scrive.
Cosa? Preferiresti che papà giocasse con te sino a mezzanotte anziché scrivere?
E lo preferirebbero anche gli altri lettori?

Ma questo è un altro discorso.

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