La guerra si faceva assai cruenta
li cavalieri del Silvestro sono tanti
Gradasso avea la spada sì violenta
e indiavolati li occhi tenea avanti
e piano piano prende il sopravvento
dello bastione caro ai militanti
La “Carta della regola comune”
quegli voleva appenderla alla fune.

Correva appresso al vento Fiordalisa
in sella al suo fedele palafreno
la chioma in doppia banda avea divisa
bella, rigoglia, fiera nel suo seno
e un traditore presto nemico avvisa
pericolo! Non ha d’attraversar lo Reno.
Portava al dito un magico anellino
che scoprirete interessante e fino.

Quando rivolta avea lo stemma colorato
il lupo diventava agnello
la gemma ha rivelato
potenza di un anello
il despota conciato da soldato
e questo rispettato colonello.
Silvestro mendicante quasi spoglio
è ricco tuttavia d’un po’ d’orgoglio.

Scolpito sopra l’arco del portone
“Resistere, resistere, resistere!”
il monito prendeva l’attenzione
e più Silvestro tenea d’insistere
e quelli più difendono il voltone
nello stivale sogliono coesistere
genio, capriccio, bizzarria
gloria successo et asfissia.

Lo Cavaliero ragionava storto
dicevan dalla torre gli scrivani
dieci ragion non fanno un solo torto
la carta scritta avevan fra le mani
bello l’amore e lo trasporto
belli li azzurri asciugamani
Ma qui si tratta di fanciulla pargoletta
troia sicuro ma a ragionare inetta

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