Caro Marco,

sono partito ma ti terrò informato perché meriti tutte le mie attenzioni e non ti lascerò mai solo.

Non mi sono più rasato. Ho lasciato le chiavi a Sophia e non ho salutato nessuno.
Volevo vedere Sylvie che non vedevo da vent’anni.
Ho preso il treno per Lione e sono partito.

Ho visto il Viktualienmartk proprio all’alba.
In treno ho viaggiato in seconda classe e non ho parlato con nessuno.

Guillaime non ha più i capelli lunghi e vive ora con i Cretier, con tutta la famiglia. Ma Sylvie non è più con loro.
Si è trasferita a Parigi dove mi sono diretto io.

Ho pensato tanto se portarti con me ma non avresti capito e tuttavia non ti lascerò mai solo. Racconterò tutto.

Due ragazzi marocchini parlavano in francese dei subbugli in Libia. Uno ripeteva che Gheddafi è un tiranno. Io pensavo lo stesso e intanto non vedevo l’ora di essere a Villfranche sur Saone.
Quando ci sono arrivato l’ho trovata come la ricordavo. Certo le vigne di Bojoulaise non sono cariche d’uva ora. Ma sentivo gli stessi brividi di quando avevo 19 anni.

I Cretier si ricordavano di me e ho mangiato con loro.
Festeggiavano il compleanno della nonna che conobbi anch’io nel 1988.

Te la ricordi Marco? Ma come potresti ricordartela.
Ha compiuto 123 anni. Almeno credo ma è ancora in gamba.

Non ho pagato alcun biglietto del treno. Ho finto di essere un rifugiato e nessuno mi ha chiesto niente. C’è molta libertà in Francia, vedrai ti piacerà e i ti racconterò tutto e non ti lascerò mai solo.

Il sole qui è molto diverso.
Certo, dirai tu, il sole è sempre uguale.
Ma non è lo stesso sole del mercato di Monaco di Baviera.

Sono contento di non salutare più in tedesco.
Di non vedere più persone che bastano a se stesse.

Guillame si ricorda bene di me.
Mi ha offerto lavoro per ottobre e faremo la vendemmia insieme. Tornerò sicuramente qui e non ti lasceró mai solo.

Sentivo la morte penetrare nelle ossa.
Sentivo morire la vita quando ci fermavamo a parlare alcuni minuti sulle spugna gialla e quella azzurra. Quella gialla per il becco del latte e l’altra per i tavoli in marmo.
Mi sentivo morire quando mi aguravano buoni incassi.

Non stavo male, non posso lamentarmi. Ma qui è diverso.
Volevo assolutamente vedere Karima a Parigi.
Non riuscii a baciarla nemmeno ubriachi perché era fedele.
E fedele lo sono anch’io. Sono fedele alla terra. Tutto quello che so lo apprendo dalla terra fredda e calda. Dalla sabbia di Nizza e dall’argilla che impasto fra le dita.

Giocherò con te a costruire castelli, caro Marco, e non ti lascerò mai solo.
I figli sono frecce scoccate dall’arco.

Vedevo morire la mia anima dietro la giacca The North Face con il logo in rosso.
Non sono mai stato tanto anarchico come in Germania.

Non voglio regole. Accetto le leggi della natura perché sento di farne parte.
Ma non voglio regole.

A Parigi ho incontrato Karima e Sylvie. Domani ti racconterò ancora. Vedessi come è bella Sylvie e mi ha baciato più volte.

Ma ti racconterò domani. E non ti lascerò mai solo.
I figli so’ pezzi e core.

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