Rossa la nipote di Serjoscha
e non mi visita né come stella
né come acqua che scroscia
né come rondine né come ancella

non entra nella notte come angoscia
negli affannosi sogni miei ma bella
fulva morbida tenera camoscia
che calpesta l’erba soffice nella

cima ultima e lontana
sono io che mi decoro
osservando dalla piana

il tuo viso io ti adoro
non ti paia cosa strana
se per poco mi innamoro

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